STORIA DELLA PAPPA AL POMODORO
La ricetta rivista dal Prof. Sorrentino

La pappa al pomodoro è forse uno dei piatti più tradizionali della cucina toscana. L’origine è quella contadina, come possiamo intuire dai suoi ingredienti semplici che sono principalmente il pomodoro, il pane toscano, quindi non salato, raffermo, olio extravergine di oliva e “odori” cioè: basilico, aglio, sale e pepe. Divenuta famosa in tutta Italia grazie al libro di Vamba, Il Diario di Gian Burrasca, dove in una famosa scena il protagonista si ribella al vitto e alla vita del collegio chiedendo proprio questo piatto, la pappa al pomodoro è stata poi celebrata anche in una canzone di Rita Pavone, protagonista di una nota trasposizione cinematografica del libro di Vamba. Oggi non è più considerata un “piatto povero” ed è anzi visto da, dietologi e medici, come un piatto sano. Forse proprio per questo motivo il Prof. Nicola Sorrentino lo ha scelto per entrare a far parte del suo Percorso del Gusto, nato all’interno delle Terme Sensoriali, di cui è Direttore Scientifico, e da lui personalmente curato per essere un’esperienza unica nel mondo del cibo, da vivere con tutti i sensi. Presente in uno dei tre percorsi, la pappa al pomodoro viene presentata insieme ad altri piatti e prodotti tipici della tradizione toscana come bruschetta di verdure allo zafferano, prosciutto, vino rosso da uve biologiche o zuppa di ceci. In questo percorso in particolare viene utilizzato lo zafferano, eccellenza italiana, in abbinamento alle verdure che, coltivato lontano dall’inquinamento cittadino è un prodotto con ottime proprietà curative e gastronomiche. Logicamente i pomodori usati per la pappa sono i costoluti, il pane quello toscano, l’olio tipico extravergine d’oliva. Il farro dell’insalata è quello meraviglioso della Garfagnana. I ceci della zuppa, un po’ più piccoli rispetto agli altri sono saporiti e ricchi di proteine; cotti con aggiunta dell’acqua Santa di Chianciano sono più digeribili e saporiti. Il prosciutto assolutamente toscano, anche se leggermente più salato bilancia il pane sciapo toscano. L’olio ed il vino sono i tradizionali della zona, biologici e genuini.





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