La tradizione dietro le contrade del Palio di Siena

Cosa è il Palio di Siena


Il Palio di Siena è la corsa di cavalli che ogni 2 luglio e 16 agosto anima Piazza del Campo. Non è solo uno sport, o l’evento più straordinario della città toscana, ma un vero rituale senese che nel tempo brevissimo della corsa, meno di un minuto, accende le più ferventi passioni.

Le regole sono rimaste invariate dal 1721 e l’organizzazione ricalca la pianta di Siena, suddivisa nei Terzi: Terzo di Città, di Camollia e di San Martino, comprendenti 17 contrade. Di queste, solo 10 gareggiano ogni anno sui 400 metri di pista che trasformano il Campo in un’arena. Le contrade in gara sono le 7 che non hanno corso l’anno precedente e altre 3 estratte a sorte.

Durante la gara tutte le mosse sono permesse, tanto che il cavallo viene ritenuto vincitore anche se arriva “scosso”, cioè privo del suo fantino. Il cavallo che taglia per primo il traguardo, dopo tre giri, vince il Palio, un drappo di seta dipinto da artisti di fama nazionale o anche mondiale, presentato al Comune una settimana prima della manifestazione.

Alla fine della corsa, dopo diversi giri d’onore, i contradaioli ritirano il drappellone, detto anche “cencio”, e lo portano in Chiesa, in onore della Madonna. La contrada vincitrice conserva il “cencio” e celebra la vittoria con una grande cena, in cui il presidente del comitato “Amici del Palio” tiene solitamente un discorso. Il momento della vittoria non si limita a quel giorno ma continua con spettacoli che coinvolgono tutta la società senese.

Quali sono le contrade del Palio di Siena


Le contrade di Siena, corrispondenti ai quartieri storici, sono 17, suddivise nei Terzi della città. I loro confini sono stati spesso oggetto di controversie che spinsero la governatrice di Siena, Violante Beatrice di Baviera, a sancirne nel 1729 la forma ufficiale odierna. Le contrade sono rappresentate dagli stemmi con gli animali e i colori tradizionali.

Il Terzo di città è il nucleo più antico di Siena e comprende:

  • la Nobile Contrada dell’Aquila,
  • la Contrada della Chiocciola,
  • la Contrada Capitana dell’Onda,
  • la contrada della Pantera,
  • la Contrada della Selva,
  • la Contrada della Tartuca.

Il Terzo di Camollia corrisponde alla parte settentrionale della città e ne fanno parte:

  • la Nobile Contrada del Bruco,
  • la Contrada del Drago,
  • l’Imperiale Contrada della Giraffa,
  • la Contrada Sovrana dell’Istrice,
  • la Contrada della Lupa,
  • la Nobile Contrada dell’Oca.

Il Terzo di San Martino, formatosi intorno alla via Francigena, include:

  • la Contrada Priora della Civetta,
  • la Contrada del Leocorno,
  • la Contrada del Nicchio,
  • la Contrada della Torre,
  • la contrada di Valdimontone.

Curiosità sulle contrade


Le contrade di Siena sono le depositarie della tradizione del palio e hanno rigide regole di società: l’appartenenza alla contrada è riconosciuta solo a chi è nato nella contrada e a chi ha una famiglia originaria di quella contrada.

Il Palio non è un evento legato al turismo: è molto sentito dai senesi, tanto che la rivalità dei contradaioli supera i confini della cronaca cittadina e li rende famosi in tutta Italia. Per esempio, il ricordo del Palio successivo alla fine della seconda guerra mondiale, detto “Palio della Pace”, è ancora vivido dopo molti anni: la Contrada del Bruco, favorita, non accettò di aver perso e i contradaioli distrussero il drappellone vinto dal Drago, che presentò subito il conto, facendolo ridipingere a spese del Bruco.

Un’altra curiosità che testimonia la vita delle contrade è il battesimo: i bambini senesi sono sottoposti a due rituali, uno in Chiesa e uno nella loro contrada. Queste norme tradizionali mostrano quanto questa festa sia radicata nella vita della città e non solo nell’ambiente del Palio.

Quando è nato il Palio


Il Palio come lo vediamo oggi nasce il 16 maggio 1721, con un bando del collegio di Balìa, che ne istituì il regolamento. Tuttavia, la storia di Siena attesta testimonianze di corse di cavalli fin dai secoli XII e XIII, e nel Medioevo il Palio risulta essere l’evento conclusivo delle feste per Santa Maria Assunta, che celebravano la Madonna e i governatori del Comune di Siena.

Questo Palio, disputato dai nobili, era detto “alla lunga”, perché i cavalli correvano su un rettilineo, dall’esterno delle mura al Duomo. Il premio consisteva in un drappo di stoffa pregiata detto “pallium”, ma esisteva anche un premio derisorio all’ultimo qualificato, attestato nel documento più antico sulla festa, datato 1238.

Nel Seicento il Palio si trasferisce in Piazza del Campo, prende la tradizionale forma “alla tonda” e diventa una festa non solo di nobili e dame, ma sentita dal popolo. Sorgono in quest’epoca la tradizione della “tratta”, l’estrazione dei cavalli assegnati alle contrade, la cultura della cavalcata “alla bisdossa”, cioè a pelo, e il rito del ringraziamento finale con il canto del Te Deum.

L’istituzione di due Palii, invece, avviene nel Settecento, quando la contrada dell’Oca organizza un secondo Palio il 16 agosto, oltre a quello di luglio. Da allora il Palio del 2 luglio è dedicato a Santa Maria di Provenzano, mentre quello del 16 agosto celebra Santa Maria Assunta.

Quando si svolge il Palio


Il Palio di Siena si svolge due volte l’anno, il 2 luglio e il 16 agosto, ma può essere rimandato in caso di meteo sfavorevole e di altre importanti ricorrenze. I giorni che precedono la manifestazione scandiscono il conto alla rovescia finale: tre giorni prima della gara, avviene la “tratta”, momento di grande tensione per i contradaioli a cui partecipano i capitani e il sindaco. Nei due giorni precedenti la festa, i fantini fanno le prove per la corsa e poco prima della gara vengono benedetti insieme ai loro cavalli, nell’oratorio della contrada.

Il giorno del Palio, prima dell’inizio della gara, sfila in Piazza del Campo il corteo storico, che entra al rintocco del “sunto”, il campanone della Torre del Mangia. Il corteo è una coreografia che guida nel Campo il carroccio con il drappellone di seta dipinta, premio della carriera.

Dopo il corteo i fantini si dispongono nella “mossa”, la zona della partenza, secondo l’ordine predisposto dal mossiere, che resta segreto fino all’ultimo momento. La vittoria viene poi celebrata con il tradizionale canto alla Madonna, quando i contradaioli portano il cencio in chiesa.

In occasione di eventi celebrativi di musica, arte, o storia, può svolgersi un Palio straordinario, come per il centenario della fine della prima guerra mondiale, celebrato il 20 ottobre 2018.


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