Il sentiero della bonifica in bicicletta

Cos'è il sentiero della bonifica


Il sentiero della bonifica è un percorso ciclabile che collega le città di Arezzo e Chiusi. La sua lunghezza è di circa 62 km, tecnicamente è una pista ciclopedonale a doppio senso di marcia con fondo sterrato.


È il percorso più famoso della regione, conosciuto a livello nazionale, e presenta un livello di difficoltà molto basso, essendo il dislivello molto modesto, di 20 metri: a tutti gli effetti si tratta di un tracciato interamente pianeggiante. Questa caratteristica lo rende adatto anche a famiglie, bambini e in genere a ciclisti di ogni età e preparazione fisica. Le uniche difficoltà possono essere la lunghezza e le condizioni climatiche durante la bella stagione, a causa del caldo e dell'afa.


Si sviluppa lungo il corso dell'antica strada realizzata per la manutenzione del Canale maestro di Chiana, il canale realizzato per la bonifica della Val di Chiana, una delle opere di ingegneria idraulica più importanti mai avvenute in Italia.


La bonifica dell'area si rese necessaria a causa della grande palude formatasi in seguito alle difficoltà di deflusso delle acque del fiume Clanis nel Tevere. Intervennero i Medici e lo Stato Pontificio, spesso in contrasto tra di loro, con dighe, chiuse, gallerie, canali, ponti. Secoli di lavori, che portarono il fiume Clanis a invertire il corso, defluendo in Arno. L'opera fu terminata soltanto nel XIX secolo. Metà dell'attuale Val di Chiana è stata a lungo sommersa; la fertilità unica di questa terra non può quindi sorprendere.


Il sentiero della bonifica è una grande occasione per scoprire, con lentezza, il territorio. La vicinanza di Chiusi con le Terme di Chianciano rappresenta una piacevole occasione, per gli ospiti delle terme, di cimentarsi in un turismo differente e affascinante. Nei diversi punti di assistenza e riparazione lungo il sentiero è anche possibile affittare le bici, oltre che ricevere tutte le informazioni necessarie.



Sentiero della bonifica: l'itinerario


Per comodità si è soliti scomporre l’itinerario in 4 tratti.


Non essendo obbligatorio percorrere tutti i 62 km del sentiero, si può scegliere quando immettersi sul percorso o abbandonarlo, a seconda dell’interesse o del tempo a disposizione. Anche perché i diversi tratti, per la varietà dei luoghi, possono essere considerati veri e propri itinerari indipendenti. Ecco quali sono:



  1. Partendo da Chiusi e andando verso nord, si affronta una prima parte del percorso che colpisce subito per l'alto valore naturalistico. Dopo qualche chilometro si arriva presso le torri di Beccati Questo e Beccati Quello; una sorta di botta e risposta tra senesi e perugini durante il XV° secolo. Le torri definiscono in pratica il confine tra Umbria e Toscana. La pista ciclabile costeggia il lago di Montepulciano e il lago di Chiusi in un ambiente tipico delle aree umide. La ricchezza dell'avifauna che sosta e nidifica in zona costituisce un grande richiamo per ciclisti ed esploratori appassionati di birdwatching.

  2. Dopo circa 15 chilometri si entra nella Val di Chiana della provincia di Siena e il viaggio in bicicletta si trasforma quasi in contemplazione. Il paesaggio è dolce, arioso. La strada costeggia il Callione di Valiano, una grande opera idraulica del '700: serviva a regolare le acque dei laghi di Chiusi e Montepulciano.

  3. Il tratto successivo immette nella Val di Chiana aretina. È un’area in cui l’intervento dell’uomo è molto evidente, per i numerosi strumenti di bonifica visibili, per l’attività agricola e per la maggiore antropizzazione delle colline. Diverse sono le opportunità per uscire dal percorso e scoprire i centri più rilevanti della zona. Da segnalare la cittadina di Cortona, di origine etrusca, raggiungibile mediante una deviazione di 12 km. Per gli appassionati di storia si tratta di un “fuori programma” obbligatorio, tuttavia va considerata la dura salita finale. Tornando al sentiero, merita una sosta la colmata di Brolio, al 40° km. La colmata è una particolare tecnica di bonifica: si innalza il livello di un terreno depresso mediante i detriti di acque torbide fatte confluire da diversi canali (colmatori). Altri centri meritevoli di una deviazione sono Marciano della Chiana e Castiglion Fiorentino, quest’ultimo fondato dagli etruschi e con una importante storia medievale. Così come è medievale la storia di Civitella in Val di Chiana, altro gioiello a poca distanza dal sentiero. Chi è invece alla ricerca di atmosfere rinascimentali può considerare Monte San Savino.

  4. Si giunge così quasi alla fine del sentiero. La città di Arezzo è alle porte, si può ancora ammirare l’opera dell’uomo nel suo rapporto con la natura. I Ponti d’Arezzo sono una struttura unica, ricostruita più volte, che oltre a garantire il transito aveva paratoie per regolare le piene. Il Ponte alla Nave era strategico nel collegare la Valdarno e la Val di Chiana. La Chiusa dei Monaci, punto di arrivo del sentiero, è l’ultima e più imponente struttura idraulica che si incontra. Un cenno finale va fatto al Ponte a Buriano, sulla confluenza del Canale della Chiana in Arno. Si trova al di fuori del percorso ma la suggestione che evoca merita una visita. Secondo alcune ricostruzioni sarebbe il ponte che compare nella Gioconda di Leonardo da Vinci.


Sentiero della bonifica: idee per la sosta


Come si è visto le occasioni per deviare dal percorso non mancano. Tra l’altro i borghi e le città della valle presentano ogni anno un fitto calendario di eventi.


Una deviazione che potrebbe diventare una sosta più o meno lunga riguarda il comune di Cortona, il più importante centro turistico di tutta la Val di Chiana aretina. La ricchezza del suo passato etrusco, ancora visibile, giustifica una visita approfondita. Presso il MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della città di Cortona, è custodita la Tabula Cortonensis, una delle più importanti incisioni in lingua etrusca mai ritrovate: si tratta di un atto notarile di vendita. Il parco archeologico è tra i più rilevanti d’Italia, mentre il Duomo con la sua bellissima piazza e le splendide chiese testimoniano di un passato fiorente anche in altre epoche.


L’Oasi della Lipu a Montepulciano è uno dei punti di osservazione dell’avifauna più importanti nel centro Italia. Gli amanti del birdwatching possono utilizzare le strutture disponibili, camminatoi, piattaforme, capanni, e affittare imbarcazioni per avvicinarsi ai canneti nei punti più strategici. Anche chi è appassionato di fotografia naturalistica trova nell’Oasi della Lipu un importante punto di riferimento.


Le soste non devono soltanto soddisfare la conoscenza o il gusto estetico ma anche i bisogni enogastronomici. In questo senso il sentiero della bonifica attraversa una delle terre più ricche di tradizione. Non c’è che l’imbarazzo della scelta: salumi della cinta senese, formaggi di tutti i tipi (meritevole è l’Abbucciato aretino), carne chianina, vino nobile di Montepulciano, vin santo del Chianti, olio conosciuto in tutto il mondo. Pedalare o camminare è bello quanto fermarsi, alle volte.


Sentiero della bonifica a piedi


Come detto, il sentiero è una pista ciclopedonale, adatta quindi anche alla percorrenza a piedi.


Sebbene tutto il percorso sia molto conosciuto tra i ciclisti, negli ultimi anni sono sempre di più le persone che lo affrontano in lunghe passeggiate, grazie alle buone condizioni dello sterrato, in qualche tratta il fondo è misto al prato, e alle caratteristiche pianeggianti. Camminare è il modo più naturale per conoscere una terra.


La vicinanza di numerosi centri abitati e la totale copertura telefonica rendono sicuro il cammino. Inoltre quasi tutte le case, gli agriturismi e i b&b che si incontrano lungo la strada sono attrezzati per venire incontro alle esigenze dei turisti, siano essi ciclisti o semplici camminatori. Tuttavia chiunque affronti a piedi, per diversi chilometri, un sentiero naturalistico sa che un minimo di dotazione nello zaino non dovrebbe mai mancare: qualche cambio leggero, un impermeabile, frutta, acqua, antirepellente per insetti, una mappa della zona.


Le stagioni migliori per camminare lungo il sentiero sono l’autunno e la primavera, anche se il rischio di qualche cambiamento atmosferico è più accentuato. Se si vuole affrontare il percorso durante il periodo estivo, va usato un po’ di buon senso, evitando i periodi e le ore più calde. Qualora non sia possibile evitare qualche breve spostamento con il caldo e l’afa, si abbia l’accortezza di coprirsi il capo, considerando che molti tratti sono sotto il sole e piuttosto lontani dagli alberi.



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