I migliori musei archeologici in Val di Chiana

La posizione strategica di Chianciano Terme favorisce il turismo culturale. Nella vicina Val di Chiana ci sono diversi musei archeologici famosi in tutto il mondo perché punti di riferimento per la civiltà etrusca: gli allestimenti museali, la quantità e la qualità dei reperti costituiscono una delle più grandi ricchezze per il territorio.


Quali sono i migliori musei archeologici da vedere in Val di Chiana


Molti considerano questa zona un grande museo all'aperto. Il periodo etrusco fu particolarmente florido e importante nella storia di queste terre e si può dire che quasi tutti i comuni mostrino i segni di questo lontano passato.



Vediamo quali sono i migliori musei archeologici della Val di Chiana, l'area compresa tra Arezzo e Siena, unica in tutta la Toscana.



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    Museo civico archeologico di Chianciano Terme


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    Museo nazionale etrusco di Chiusi


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    Museo civico archeologico di Castiglion Fiorentino


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    Museo civico archeologico di Sarteano


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    Altri musei archeologici minori



Museo civico archeologico di Chianciano Terme


Nasce nel 1997 e in pochi anni diventa un punto di riferimento per quanto riguarda l'esposizione museale dedicata agli etruschi. Ospitato all'interno di un antico granaio, non è un semplice museo ma un vero viaggio dentro una civiltà; vengono presentati molti aspetti della vita quotidiana e viene approfondito il significato della sepoltura, rituale che rivela l'affascinante complessità del rapporto tra gli etruschi e la morte. La ricchezza dei reperti si unisce a criteri espositivi che privilegiano il visitatore, cercando di coinvolgerlo il più possibile.


Quattro sono i piani su cui si sviluppa la mostra, associati ad altrettanti percorsi. Si possono ammirare cantine scavate nella sabbia, ricostruzioni di sepolture e corredi tombali, monili, oggetti in terracotta, un'esposizione tematica sul ruolo centrale della donna nella società, un percorso sulla produzione del vino e del cibo, una ricostruzione delle sale banchetto, una esposizione dei principi della religiosità etrusca. Tantissimi sono gli oggetti tipici, molti perfettamente conservati, accompagnati da pannelli esplicativi, descrizioni, immagini e video. Interessante la documentazione relativa all'utilizzo delle terme presenti in zona fin dall'antichità.


È disponibile anche un percorso tattile per ipovedenti e non vedenti. Si consiglia la prenotazione almeno 10 giorni prima della visita prevista.


Museo nazionale etrusco di Chiusi


Tappa obbligata per chi transita nella provincia senese, questo museo di Chiusi ha più di un secolo di vita ed è cresciuto, arricchendosi, grazie a donazioni e collezioni di privati. È un museo legato al territorio di Chiusi, illustrandone la storia lungo un arco temporale che va dall'Età del Bronzo alla dominazione longobarda.


Ovviamente, viste le profonde tracce lasciate e la rilevanza storica degli insediamenti, ampio spazio è dedicato al periodo etrusco. Spiccano le collezioni di canopi, i vasi cinerari antropomorfi, e i reperti di bucchero, la tipica ceramica lucida e scura, quasi nera, che gli etruschi utilizzavano per la produzione di vasi.


Numerosi gli oggetti e le opere d'arte risalenti all'età ellenistica e romana. In particolare va sottolineato che l'area di Chiusi è quella in cui è stato ritrovato il maggior numero di iscrizioni ellenistiche. Testimonianza di un periodo caratterizzato da intensi scambi commerciali e culturali.


Il biglietto consente la visita a un complesso di tombe etrusche situate a circa 3 km dal museo: la Tomba del Leone e della Pellegrina. Gli orari delle visite con guida variano a seconda della stagione. Anche altre due suggestive tombe sono aperte al pubblico: la Tomba della Scimmia e quella del Colle; il costo del biglietto è quasi simbolico, gratuito per gli under 18, tuttavia, considerando che si tratta di ambienti particolari e che è previsto un numero di chiuso di visitatori, è obbligatoria la prenotazione presso lo stesso Museo.


Rimanendo a Chiusi è d'obbligo segnalare un altro itinerario: il Museo Civico della Città Sotterranea. È diviso in tre sezioni, il Labirinto di Porsenna, le Attività Produttive ed Epigrafica, ed è un viaggio entusiasmante nel sottosuolo della città. La passeggiata è di circa 45 minuti, i gruppi sono di dieci persone: la prenotazione è obbligatoria.


Museo civico archeologico di Castiglion Fiorentino


È un museo archeologico relativamente recente, essendo stato inaugurato nel 2001. Presenta i numerosi reperti che dagli anni Ottanta in poi sono stati rinvenuti nelle vicinanze del poggio e nell'area del Cassero, il rione che coincide con la parte alta del centro storico.


Il cuore dell'esposizione è naturalmente l'impressionante collezione di oggetti etruschi, che testimonia quanto fosse importante questa località già prima del dominio romano. La collocazione cronologica dei reperti è ampia: si va dall'Età del Ferro, il periodo di passaggio tra l'Età del Bronzo e l'avvento della tradizione storica con fonti scritte, fino al VI sec. d.C. Il museo è diviso in 5 sale, ognuna con specifiche tematiche, facenti parte di un unico percorso espositivo.


Di rilievo il Deposito di Brolio, una serie di reperti trovati nell'omonima frazione, e gli straordinari resti del santuario etrusco che proprio nell'area del Cassero doveva sorgere. Dal 2008 è operativa una sezione dedicata al periodo medievale, con una collezione di pregevoli ceramiche e una esaustiva presentazione dei castelli e delle pievi che dominano il territorio, elementi centrali nella caratterizzazione paesaggistica del territorio e nella sua espressione storica e artistica.


Il museo offre un notevole supporto al visitatore, grazie all'utilizzo di numerosi pannelli multimediali e supporti audiovisivi.


Museo civico archeologico di Sarteano


La storia di questo museo, inaugurato nel 1997 e ospitato in un antico palazzo del centro, è legata all'impegno tenace del locale Gruppo Archeologico Etruria. Un impegno finalizzato alla valorizzazione del patrimonio archeologico e artistico di Sarteano, il cui territorio nel corso dei secoli ha subito pesanti saccheggi.


Il Museo e le attività di recupero che vi ruotano intorno si pongono quindi come punti di riferimento per chi ha a cuore la comunità locale. Purtroppo il problema degli scavi illegali, con relativi furti, è presente da sempre nei luoghi di interesse archeologico. Il comune di Sarteano ne ha sofferto in modo particolare; tanto che numerosi reperti provenienti da questa zona sono oggi esposti nei più importanti musei del mondo. Fortunatamente negli ultimi anni si possono annoverare diversi successi: scavi autorizzati e interventi che non solo rappresentano un importante lavoro sul campo ma costituiscono anche dei preziosi presidi territoriali contro i malintenzionati.


Una delle sezioni più suggestive del museo è quella dedicata alla necropoli delle Pianacce: una intera ala in cui è possibile ammirare la ricostruzione della straordinaria Tomba della quadriga infernale, visitabile su prenotazione il sabato. Si tratta di una delle più importanti testimonianze pittoriche del periodo etrusco: è divisa quattro parti, tutte splendide per colori e forza iconografica. La scena più celebre è quella del demone Charun, il Caronte greco, che conduce una quadriga con leoni e grifoni.


Altri musei archeologici


Vanno segnalate almeno altre tre mete interessanti per gli appassionati di archeologia.


Il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona, con annesso il Parco Archeologico e Naturalistico Belvedere, presenta una interessante documentazione sulle diversi fasi del popolamento umano nell'area del Monte Cetona.


Il Museo dell' Accademia Etrusca e della Città di Cortona ospita la famosa Tabula Cortonensis, un atto di compravendita notevole perché rappresenta uno dei testi più lunghi mai rinvenuti in lingua etrusca.


Il Museo Civico di Montepulciano, infine, è molto curato ed è diviso in 5 sezioni; la sezione archeologica ospita corredi tombali, urne cinerarie etrusche e reperti romani.


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